La salita alla “Diretta Supernatural” è stata un’esperienza incredibilmente emozionante e avventurosa. Sin dalle prime pagine della storia, la cordata Stefani-Toldo ci trasporta nella magia delle pareti rocciose della Val d’Astico, dove l’Altar Knotto si erge fiero e misterioso. Descritto come un “antico sasso in bilico sul baratro”, questo imponente masso ha affascinato generazioni di alpinisti e viaggiatori.
I protagonisti di questa storia, Marco ed io, sentivamo già da tempo la chiamata di quella parete strapiombante, ma a causa degli inevitabili impicci della vita quotidiana, abbiamo dovuto aspettare fino ad aprile per trasformare quel sogno in realtà. E così, con il suono della sveglia e la pioggia leggera che cadeva, siamo usciti dalle nostre case carichi di zaini, attrezzature e di un vecchio stereo, pronto a farci compagnia lungo il percorso.
Senza ispezionare la parete in anticipo, ci siamo avventurati verso l’ignoto, pronti ad affrontare le difficoltà e a superare le rinunce che l’alpinismo richiede. La “Diretta Supernatural” rappresentava per noi l’essenza stessa dell’avventura condivisa e della semplicità, senza schemi predefiniti o paura di rinunciare. Era la gioia di scoprire passo dopo passo, chiodo dopo chiodo, quale sarebbe stata la nostra conquista.
I giorni di arrampicata scorrevano via velocemente, alternando il ruolo di capocordata tra me e Marco. Nel susseguirsi delle lunghezze di corda, cresceva in noi la certezza di avere successo. Ma la sfida più affascinante, la più incerta, era l’ultima lunghezza che ci separava dalla cima. Ogni chiodo piantato era un’opportunità per superare i nostri limiti e superare l’incertezza. E finalmente, dopo passi delicati e un abbraccio sulla vetta, abbiamo sentito che l’ambiente intorno a noi si trasformava. Il sole splendeva, gli escursionisti ci guardavano incuriositi e un venticello portava via la nostra gioia e il nostro sudore verso la valle.
Ma la storia della “Diretta Supernatural” non finisce qui. Dopo qualche giorno dalla nostra impresa, siamo tornati sulla parete per migliorare la linea di salita, rendendola più sicura per i futuri arrampicatori. Con passione e cura, abbiamo pulito prese mobili e aggiunto ulteriori chiodi di protezione. Il nostro scopo era quello di condividere la nostra avventura con altri, agevolando la loro scalata e lasciando un’eredità duratura lungo quella parete imponente.
Finalmente, il 9 giugno, abbiamo completato la salita, chiudendo così il cerchio di quest’avventura. Mentre mi preparavo a dormire quella sera, mi sono chiesto cosa sarebbe rimasto dentro di me di questa straordinaria esperienza. La risposta è semplice: resteranno l’amicizia e la libertà che abbiamo vissuto durante quei giorni. Resta la consapevolezza di aver superato le nostre paure, di aver abbracciato l’ignoto e di esserci spinti oltre i nostri limiti. La “Diretta Supernatural” rimarrà sempre un capitolo indelebile nel libro delle nostre vite, un simbolo di coraggio, perseveranza e di una connessione profonda tra due amici in cerca di avventura e libertà.








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scusate non avevo visto che era in calce dopo le foto dalcellulare.
Bravissimi già da ora. Se riesco a ripeterla poi farò anche il bis di congratulazioni.
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A parte il sempre grande appezzamento, per questi due ragazzi! Mi è corso un brivido lungo la schiena! E la descrizione ha fatto scendere nitide lacrime per la grande emozione!
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